Da un mio intervento nel gruppo Spaghetti Open Data (che consiglio appassionatamente)...
Davvero senza polemica, ma visto che ero stato "bacchettato" per un giudizio troppo affrettato sul fatto che vi era solo un dataset pubblicato nel portale Open Data della Provincia di Roma e che la colpa era nel lancio della notizia un po troppo anticipato, mi chiedo se i 5 dataset aggiunti e visibili possono consentirci di esprimere un giudizio più articolato?
Nel merito dei dati pubblicati, che vi invito a consultare, sarei anche più duro del giudizio iniziale. Ma non mi interessa bacchettare questa iniziativa. Vorrei solo capire cosa vuol dire open data. E capirlo leggendo i commenti delle persone che scrivono qui dentro e che sono sempre stimolanti, intelligenti, attenti e appassionati. Per cui non mi interessa mettere il pollice verso, ma lanciare (rilanciare) il tema della significatività dei dati e l'utilità che ne può derivare.
Possiamo individuare un indicatore (qualitativo, quantitativo, non saprei) comunque oggettivo con cui poter valutare il "valore" di un dato?
Se pubblico una lista con il numero di iscritti mensili a dei corsi di formazione senza peraltro sapere neppure il tema del corso, faccio un operazione che serve alla causa dell'open data, o presto il fianco (giustamente) a possibili critiche su come vengono spesi i soldi pubblici.
La "ggente" sa usare il computer, sa fare ricerche con Google, trova le informazioni in rete senza sapere il significato di scraping e neppure cosa voglia dire xml. E gli addetti ai lavori, quei dati li trovano altrove, non necessariamente nel "bel portale" del ministeroregioneprovinciacomuneconsorziocomunitàmontana che si fa bella su questi argomenti. E non voglio sostenere il leit motiv un po logoro dello "spreco di risorse pubbliche".
Voglio, propositivamente, interrogarmi su quello che potrei definire "la filiera" del dato. Qualcuno lo "produce", qualcuno lo modifica e lo articola, rimettendolo in circolo. Ristabilendo dei confini su chi fa cosa e a che titolo, altrimenti la ridondanza informativa (o la sua assoluta inutilità) creerà più danni che benefici, e scusate se vedo certe iniziative più nel loro lato negativo che in quello più buonista del "meglio iniziare" che non fare nulla.
Esempi positivi ce ne sono. E sono guarda caso esempi di organizzazione dei dati "trasversale" rispetto alla gerarchia istituzionale che conosciamo. OpenPolis con tutte le sue derivazioni, OpenStreetMap. Qualcuno tempo fa faceva notare come le mappe dei metereologi non hanno confini. Forse sarebbe interessante pensare che l'Open Data possa contribuire a scardinarne alcuni di questi confini. Come quelli amministrativi per esempio, altrimenti perchè lo continuiamo a chiamare Open?
Con affetto, e sincera stima
Paolo
venerdì 16 marzo 2012
lunedì 13 giugno 2011
WebGIS per la pianificazione - WMS, WMF, Voronoi e GPS

Ultima lezione del corso OpenGIS con riferimenti al portale della Regione Lombardia per la pianificazione dei PGT e utilizzo dei webservice WMS e WMF per caricare in Quantum GIS mappe residenti su server remoti. Infine cenni all'uso del diagramma di Voronoi e una lezione dedicata al funzionamento del GPS.
Sesta lezione
Il funzionamento del GPS
giovedì 26 maggio 2011
WebGIS e dintorni.

Dopo la terza giornata di esercitazioni su Quantum GIS, ecco il Pdf della lezione della 4a giornata, incentranto sui temi dei WebGIS.
Quarta lezione
giovedì 12 maggio 2011
Corso OpenGIS - Specificità dei GIS e SIstemi di Riferimento Spaziali

Sono in linea le prima due lezioni del corso OpenGIS, scaricabili a questi link. La prima lezione tratta delle specificità dei sistemi GIS in rapporto ai sistemi CAD. La seconda tratta l'argomento dei sistemi di riferimento spaziali. Datum, trasformazioni di coordinate, coordinate piane e geografiche, EPSG.....Le chiavi per entrare nel mondo della cartografia dalla porta principale.
Prima lezione
Seconda lezione
venerdì 6 maggio 2011
Quantum GIS e i dubbi amletici.

Iniziamo con la prima questione emersa durante il corso.
D: Come si può cancellare una colonna di una tabella di uno shapefile.
R: Non si puo!
E questa è la risposta ufficiale che riporto, riportata da tale Tim Sutton - QGIS Project Steering Committee Member (Release Manager)....
"Hi To clarify further, not all data formats support column deletion - shp being one one that does not support it. The table manager works around this by making a copy of the .dbf and building a new one without the missing field."
ovvero, non tutti i formati Gis che supporta QGIS consentono la cancellazione del record. SHP è tra quelli che NON lo consentono. Detto questo, la morale è che lo shapefile, pur essendo lo standard del Gis (come il Dwg lo è nel Cad), è arrivato al capolinea del suo successo. E così spero succeda per il Dwg....
L'alternativa c'è, è molto più potente e facile da gestire, e si chiama Spatialite. Tra l'altro è sviluppata da un italiano, un simpatico e geniale aretino che risponde al nome di Alessandro Furieri, e al quale sono ben felice di poter fare pubblicità.
Organizzando i tematismi con Spatialite, oltre a poterli usare al meglio in QGis, potrete raggrupparli in un unico file. Uno e uno solo! Nulla a che vedere con la complessità di tematismi di un PRG, moltiplicata almeno per 3 trattandoli come shapefile (.shp, .dbf, .shx).
Ma ne parleremo nelle prossime lezioni...
p.s. (per quelli più smaliziati...) Si trovano soluzioni alternative alla questione "cancellare una colonna", come ad esempio duplicare il file .dbf, modificarlo, e riassociarlo allo shapefile. Oppure lavorare con un file testuale tipo .csv agganciato tramite join al dbf principale che a questo punto si potrebbe organizzare come un file a colonna unica linkata appunto al file .csv.
A me sembrano soluzioni rabberciate.....dovendo impostare un lavoro ex-novo, partirei con strutture di database più performanti.
Corso OpenGIS con QuantumGIS
martedì 13 luglio 2010
Mappe e racconti

Come "vendere" il prodotto mapping? A questa domanda l'articolo sulla simulazione di come sarebbe la terra se smettesse di ruotare intorno al sole dà un intelligente risposta.
http://www.repubblica.it/scienze/2010/07/12/news/terra_ferma-5512344/?ref=HREC2-10
Le mappe come simulazione, come ipotesi di un mondo diverso, non solo come descrizione di quello che c'è. Capaci di una narrazione, capaci di descrivere un racconto. Giocare con le mappa, non solo lavorarci sopra! Chapeau alla strategia di marketing della Esri che è riuscita a raggiungere le prime pagine dei giornali con una notizia che una volta tanto non fa il paio con qualche disastro ambientale.
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