Il pretesto è stato il Tour de France, come volevasi dimostrare...
giovedì 3 luglio 2008
Street View - France
Dopo gli Stati Uniti, è la volta della Francia, ed anche con un bel po' di città.
martedì 8 aprile 2008
martedì 18 marzo 2008
La continuità dello spazio...ovvero il fascino di Google Earth
Di Google Earth si è detto di tutto, e non vi è dubbio che la fascinazione continui a far presa non tanto e non solo ai neofiti dell'informazione geografica, ma soprattutto agli "esperti" del settore, che con quasi un paio di anni di distanza iniziano a parlarne sulle loro riviste, timidamente, forse con un po di invidia per non averlo capito con maggiore anticipo.
Che Google Earth sia una rivoluzione nel campo dell'informazione geografica è fuori discussione, così come è fuori discussione il fatto che NON sia un software per il Gis..come forse qualche sprovveduto potrebbe pensare. Ma quali sono i fattori "rivoluzionari", quelli che davvero mutano il paradigma dell'informazione geografica.
Certo la gratuità di una mole così vasta di dati è stato il miglior strumento di marketing, così come un accattivante interfaccia, alla quale guarda caso Microsoft si è adeguata con il suo Virtual Earth. E non è neppure da sottovalutare l'adozione del kml, finalmente un xml che "sdogana" questo benedetto GML di cui tutti ne parlano ai convegni, ma che poi nessuno utilizza vista la gran comodità (diciamolo!) del formato shape e delle possibilità offerte dal PostGis.
La vera novità di Google Earth, a nostro parere, sta nel considerare lo spazio nella sua continuità. Punto. Non vi sono confini nello spazio geografico, come ben sanno i metereologi, perchè lo spazio è un continuo, e questo in Google Earth non solo lo si percepisce, ma è la ragione stessa della sua interfaccia. Ogni spostamento, zooming o panning o tilting, è fluido, continuo, mima quello che potrebbe essere il volo sopra la terra. E non a caso ci hanno inserito un simulatore di volo. Parentesi. Vorrei capire chi è il genio del marketing in Google che ha tirato fuori la storia di uno studente, autraliano credo, che "per caso" ha scoperto l'esistenza del simulatore. Circa un mese prima che uscisse la notizia, io come tutti i Beta Tester di Google Eart nel mondo lo sapevano da una mail per nulla riservata in cui si indicavano tutti i comandi. Ma per andare nelle news quotidiane, serve altro vero? Chapeau!
Tornando allo spazio continuo, la novità vera, ovvero lo spazio continuo, ha per così dire ribaltato i ragionamenti. Prima di GE, la definizione vettoriale sembrava la soluzione e la base di ogni ragionamento Gis, mentre le immagini raster erano un corollario, troppo pesanti da gestire, soprattutto via Internet. Oggi invece sembra che grazie a GE l'elaborazione e la messa in linea di immagini raster sia molto più semplice e più efficace che non vettorializzare ogni cosa. I puristi inorridiranno pensando che non sappia distinguere tra il possibile uso che posso fare di un immagine e quello che posso fare di un entità vettoriale, ma non è questo lo spazio per dimostrare l'infondatezza di tali argomentazioni. Quello che mi preme evidenziare, è che oggi grazie a GE possiamo navigare tra miliardi di immagini, più o meno definite, e zoomare tra queste in modo fluido. Se invece passiamo a visualizzare degli oggetti vettoriali, constatiamo che i vecchi problemi si ripresentano puntualmente. Un esempio per chi non avesse capito? Gestire milioni di punti informativi in modo gerarchico ad esempio, come i tematismi puntuali di GE.....quante volte in una mappa si affastellano le icone senza che si possa leggere o discriminare alcunchè. Oppure avete mai provato ad ingrandire un confine regionale? Ovviamente, essendo digitalizzato alla scala del 25.000 o del 10.000 se va bene, alle scale più basse lancia degli allineamenti improbabili. Perchè i confini, insegnano, derivano dalle mappe catastali. Alzi la mano chi ha mai visto la definizione a livello catastale di una regione o di una provincia....quanti milioni di punti peserebbe, quanto tempo ci vorrebbe a disegnarla? E non semplificate il problema suggerendo che tanto si possono avere definizioni alle diverse scale....l'informazione è la stessa. Perchè non iniziare a parlare di forme multiscalari? Qualcosa che erediti qualche interessante ragionamento fatto da Mandelbrot sui frattali?
C'è molto da lavorare su questo. Lo dico soprattutto, sempre che qualcuno ci legga, ai consulenti e agli amici che lavorano nell'IntesaGIS, o forse a qualche studente universitario con pochi argomenti per una tesi di laurea! Accetto suggerimenti, rimbrotti, critiche...io nel frattempo ci sto lavorando su questi punti.
Che Google Earth sia una rivoluzione nel campo dell'informazione geografica è fuori discussione, così come è fuori discussione il fatto che NON sia un software per il Gis..come forse qualche sprovveduto potrebbe pensare. Ma quali sono i fattori "rivoluzionari", quelli che davvero mutano il paradigma dell'informazione geografica.
Certo la gratuità di una mole così vasta di dati è stato il miglior strumento di marketing, così come un accattivante interfaccia, alla quale guarda caso Microsoft si è adeguata con il suo Virtual Earth. E non è neppure da sottovalutare l'adozione del kml, finalmente un xml che "sdogana" questo benedetto GML di cui tutti ne parlano ai convegni, ma che poi nessuno utilizza vista la gran comodità (diciamolo!) del formato shape e delle possibilità offerte dal PostGis.
La vera novità di Google Earth, a nostro parere, sta nel considerare lo spazio nella sua continuità. Punto. Non vi sono confini nello spazio geografico, come ben sanno i metereologi, perchè lo spazio è un continuo, e questo in Google Earth non solo lo si percepisce, ma è la ragione stessa della sua interfaccia. Ogni spostamento, zooming o panning o tilting, è fluido, continuo, mima quello che potrebbe essere il volo sopra la terra. E non a caso ci hanno inserito un simulatore di volo. Parentesi. Vorrei capire chi è il genio del marketing in Google che ha tirato fuori la storia di uno studente, autraliano credo, che "per caso" ha scoperto l'esistenza del simulatore. Circa un mese prima che uscisse la notizia, io come tutti i Beta Tester di Google Eart nel mondo lo sapevano da una mail per nulla riservata in cui si indicavano tutti i comandi. Ma per andare nelle news quotidiane, serve altro vero? Chapeau!
Tornando allo spazio continuo, la novità vera, ovvero lo spazio continuo, ha per così dire ribaltato i ragionamenti. Prima di GE, la definizione vettoriale sembrava la soluzione e la base di ogni ragionamento Gis, mentre le immagini raster erano un corollario, troppo pesanti da gestire, soprattutto via Internet. Oggi invece sembra che grazie a GE l'elaborazione e la messa in linea di immagini raster sia molto più semplice e più efficace che non vettorializzare ogni cosa. I puristi inorridiranno pensando che non sappia distinguere tra il possibile uso che posso fare di un immagine e quello che posso fare di un entità vettoriale, ma non è questo lo spazio per dimostrare l'infondatezza di tali argomentazioni. Quello che mi preme evidenziare, è che oggi grazie a GE possiamo navigare tra miliardi di immagini, più o meno definite, e zoomare tra queste in modo fluido. Se invece passiamo a visualizzare degli oggetti vettoriali, constatiamo che i vecchi problemi si ripresentano puntualmente. Un esempio per chi non avesse capito? Gestire milioni di punti informativi in modo gerarchico ad esempio, come i tematismi puntuali di GE.....quante volte in una mappa si affastellano le icone senza che si possa leggere o discriminare alcunchè. Oppure avete mai provato ad ingrandire un confine regionale? Ovviamente, essendo digitalizzato alla scala del 25.000 o del 10.000 se va bene, alle scale più basse lancia degli allineamenti improbabili. Perchè i confini, insegnano, derivano dalle mappe catastali. Alzi la mano chi ha mai visto la definizione a livello catastale di una regione o di una provincia....quanti milioni di punti peserebbe, quanto tempo ci vorrebbe a disegnarla? E non semplificate il problema suggerendo che tanto si possono avere definizioni alle diverse scale....l'informazione è la stessa. Perchè non iniziare a parlare di forme multiscalari? Qualcosa che erediti qualche interessante ragionamento fatto da Mandelbrot sui frattali?
C'è molto da lavorare su questo. Lo dico soprattutto, sempre che qualcuno ci legga, ai consulenti e agli amici che lavorano nell'IntesaGIS, o forse a qualche studente universitario con pochi argomenti per una tesi di laurea! Accetto suggerimenti, rimbrotti, critiche...io nel frattempo ci sto lavorando su questi punti.
giovedì 13 marzo 2008
Casella di posta per i cittadini di Milano
A quanto pare il Comune di Milano, con la celerità con il quale tutti lo conosciamo, ha siglato un singolare accordo con Microsoft per la creazione di uno spazio on line per tutti i cittadini milanesi.
A parte il brutto nome del dominio - nome.cognome@milanosemplice.it. - l'unico vantaggio mi pare per il momento quello della posta certificata, ancora poco diffusa; per il resto non è chiaro perché mettersi d'accordo proprio con Microsoft per un servizio che tutti i cittadini possono fare per conto loro. La possibilità di usare la Mappa di Virtual Earth in fondo è possibile anche adesso senza alcun accordo.
A parte il brutto nome del dominio - nome.cognome@milanosemplice.it. - l'unico vantaggio mi pare per il momento quello della posta certificata, ancora poco diffusa; per il resto non è chiaro perché mettersi d'accordo proprio con Microsoft per un servizio che tutti i cittadini possono fare per conto loro. La possibilità di usare la Mappa di Virtual Earth in fondo è possibile anche adesso senza alcun accordo.
martedì 4 marzo 2008
Google Sites
Ancora sul Web 2.0 e dintorni: da qualche giorno è attivo Google Sites, un altro servizio (per ora ancora gratuito) per realizzare on line siti, presumibilmente non troppo complessi.
martedì 19 febbraio 2008
Alternativa Web 2.0 ad Ebay?
L'aumento delle tariffe Ebay per gli inserzionisti va ad incrementare notevolmente la percentuale di denaro "trattenuta" in qualche modo dal ricavato di una vendita. Se infatti si utilizza, come probabile, il sistema di pagamento Paypal, alla fine uno si ritrova a cedere qualcosa come circa il 20% del ricavato della vendita, percentuale che aumenta se supera determinate cifre.
Sarebbe interessante a questo punto abbandonare in massa Ebay per creare un tipo diverso di piattaforma di vendite on line, basato non sul fallimentare sistema di feedback - che non è altro che un ricatto - bensì su una ricerca "geografica" e "tipologica" degli oggetti. La logica che risiede nell'attuale catalogazione di Ebay è, a mio modo di vedere, macchinosa e poco efficace; più interessante una fondata su un approccio diverso, coerentemente con la logica del Web 2.0 di cui si è già parlato in questo blog.
Non credo sia infatti impossibile la creazione di "negozi virtuali" all'interno di una mappa online, con la "bacheca" di esposizione e tanto di "prezzo". Un motore di ricerca integrato con google ad esempio farebbe il resto.
Credo se ne possa parlare, è il momento adatto...
http://forums.ebay.it/thread.jspa?tstart=0&threadID=600084901&mod=1203209824291&anticache=1203407114564
Sarebbe interessante a questo punto abbandonare in massa Ebay per creare un tipo diverso di piattaforma di vendite on line, basato non sul fallimentare sistema di feedback - che non è altro che un ricatto - bensì su una ricerca "geografica" e "tipologica" degli oggetti. La logica che risiede nell'attuale catalogazione di Ebay è, a mio modo di vedere, macchinosa e poco efficace; più interessante una fondata su un approccio diverso, coerentemente con la logica del Web 2.0 di cui si è già parlato in questo blog.
Non credo sia infatti impossibile la creazione di "negozi virtuali" all'interno di una mappa online, con la "bacheca" di esposizione e tanto di "prezzo". Un motore di ricerca integrato con google ad esempio farebbe il resto.
Credo se ne possa parlare, è il momento adatto...
http://forums.ebay.it/thread.jspa?tstart=0&threadID=600084901&mod=1203209824291&anticache=1203407114564
martedì 12 febbraio 2008
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